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Cybersecurity, 612 eventi in sei mesi tra Milano, Brianza, Lodi e Pavia

ACN registra 300 incidenti con impatto confermato. Assolombarda richiama la sicurezza delle filiere, ma i dati vanno letti considerando anche l’aumento delle notifiche.


Nei primi sei mesi del 2026 l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha censito 612 eventi cyber nei territori di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Le vittime rilevate sono 703 e, all’interno degli eventi registrati, 300 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato. I numeri, diffusi da Assolombarda il 28 ottobre, descrivono un rischio che riguarda organizzazioni, prodotti digitali e rapporti tra imprese.

Eventi e incidenti non sono la stessa cosa

Il primo elemento da chiarire riguarda il significato delle cifre. I 612 eventi non corrispondono automaticamente ad altrettante aziende colpite: il conteggio delle vittime è distinto e comprende complessivamente 703 soggetti.

Anche gli incidenti confermati rappresentano una categoria specifica all’interno del totale. Sono 300, contro i 55 registrati nel primo semestre 2025. Nello stesso periodo dell’anno precedente gli eventi censiti erano 282 e le vittime 432.

Il confronto mostra una crescita, ma non può essere interpretato senza considerare come è cambiata la capacità di osservazione dei fenomeni.

Perché aumentano le rilevazioni

Il comunicato spiega che l’incremento degli incidenti rilevati risente della maggiore visibilità acquisita da ACN dopo il recepimento della direttiva NIS 2.

L’ampliamento dei soggetti regolamentati e il rafforzamento degli obblighi di notifica consentono infatti all’Agenzia di conoscere più episodi. Sarebbe quindi scorretto attribuire automaticamente l’intera crescita numerica a un aumento equivalente degli attacchi effettivamente avvenuti.

La distinzione non ridimensiona il problema: serve a comprendere il dato, separando l’evoluzione del rischio dal miglioramento della sua rilevazione.

Account compromessi e dati non disponibili

Tra gli impatti più frequenti figurano la compromissione degli account e i problemi di disponibilità dei dati. Quest’ultima conseguenza è stata rilevata in 207 eventi.

Nel semestre sono stati registrati anche più di quaranta attacchi ransomware. Il quadro richiama l’attenzione non soltanto sulla perdita di informazioni, ma sulla possibilità di continuare a utilizzare sistemi e dati necessari all’attività.

Per le imprese, la sicurezza informatica entra così nella continuità del lavoro e nella gestione delle relazioni con clienti, fornitori e partner.

La filiera collega organizzazioni e prodotti

Il confronto promosso da Assolombarda ha messo in relazione NIS 2 e Cyber Resilience Act. La prima interviene sulla sicurezza delle organizzazioni interessate; il secondo riguarda i requisiti dei prodotti con elementi digitali.

Il punto d’incontro è la filiera: le caratteristiche di un prodotto e l’affidabilità dei fornitori entrano nella gestione del rischio dell’impresa che li utilizza.

Il presidente Alvise Biffi ha indicato in oltre 450 le aziende già affiancate dall’associazione. Il direttore generale di ACN Andrea Quacivi ha richiamato invece la responsabilità della gestione del rischio cyber e la necessità di costruire la resilienza prima dell’incidente, attraverso la collaborazione tra istituzioni, aziende e ricerca.