Credito e investimenti, cinque Regioni uniscono le forze per l’industria del Nord
Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto cercano risposte comuni: il percorso passa dal Distretto manifatturiero unico del Nord
Rendere più semplice l’accesso ai finanziamenti e coordinare le iniziative per la crescita delle imprese: sono le priorità sulle quali Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto cercano risposte comuni. Il percorso passa dal Distretto manifatturiero unico del Nord, che il 23 ottobre ha riunito a Milano amministrazioni regionali, settore bancario e rappresentanze industriali. Al centro del confronto, le condizioni necessarie per sostenere un’area che esprime oltre la metà del Pil italiano.
Le esigenze delle imprese al centro del confronto
L’appuntamento, ospitato durante il World Manufacturing Forum, ha segnato la terza tappa del percorso di collaborazione, dopo i precedenti incontri di Milano e Torino. Due le sessioni di lavoro: una con l’Associazione bancaria italiana, l’altra con le rappresentanze regionali di Confindustria.
Per le amministrazioni sono intervenuti Vincenzo Colla, assessore dell’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Guido Guidesi per la Lombardia, Andrea Tronzano per il Piemonte e Massimo Bitonci per il Veneto.
L’intenzione è portare su un piano condiviso questioni che attraversano i confini regionali, costruendo proposte da sostenere anche nel confronto con le istituzioni nazionali ed europee.
Finanziamenti e garanzie, attenzione alle aziende più piccole
Il dialogo con le banche si è concentrato soprattutto sulle necessità delle micro, piccole e medie imprese e delle startup. Investimenti, rafforzamento patrimoniale e ricambio generazionale sono tra gli ambiti per i quali si cercano strumenti di accompagnamento più efficaci.
Le Regioni hanno indicato tra le priorità la riforma del Fondo centrale di garanzia, con l’obiettivo di offrire alle aziende un quadro più stabile e prevedibile.
Fra le possibilità da approfondire figurano anche le garanzie di filiera. L’ipotesi è utilizzare la solidità delle imprese capofila per favorire i finanziamenti ai loro fornitori. Non si tratta ancora di un intervento disponibile, ma di una proposta sulla quale proseguire il lavoro.
Tre mesi per individuare strumenti condivisi
Il confronto sul credito avrà un seguito operativo attraverso un tavolo tecnico composto dalle cinque Regioni e dalle rappresentanze territoriali dell’Abi. Entro tre mesi dovrà individuare soluzioni comuni per agevolare l’accesso alle risorse finanziarie.
Con Confindustria il lavoro riguarda invece le condizioni di competitività della manifattura: innovazione, investimenti e rafforzamento delle relazioni tra le aziende delle diverse filiere.
I due percorsi affiancano così il tema delle risorse a quello dello sviluppo industriale, all’interno della stessa collaborazione interregionale.
Progetti comuni anche oltre il mercato italiano
L’agenda comprende inoltre iniziative per accompagnare le imprese all’estero e attrarre nuovi investimenti. Per l’internazionalizzazione è previsto un progetto che coinvolga aziende delle cinque Regioni, scegliendo insieme una filiera produttiva e un mercato di destinazione.
Sul versante dell’attrazione dei capitali, il lavoro punta a un patto capace di collegare opportunità, competenze e strumenti presenti nei diversi territori.
La cabina di regia tornerà a riunirsi il 9 dicembre a Veronafiere. Il calendario prevede anche ulteriori momenti di confronto con le rappresentanze del mondo economico e produttivo.