Sapevi che i primi treni italiani partirono prima dell’Italia? Due regni, due linee ferroviarie e due sfide vinte
La linea Napoli-Portici fu inaugurata nel 1839, la Milano-Monza nel 1840: per l’Unità si sarebbe dovuto aspettare il 1861. Le nostre prime due ferrovie nacquero quindi in Stati diversi, uno governato dai Borbone, l’altro dagli austriaci.
Sapevate che i primi treni cominciarono a correre lungo la Penisola prima ancora che l’Italia diventasse Italia? La linea Napoli-Portici fu inaugurata nel 1839, la Milano-Monza nel 1840: per l’Unità si sarebbe dovuto aspettare il 1861. Le nostre prime due ferrovie nacquero quindi in Stati diversi, uno governato dai Borbone, l’altro dagli austriaci. Eppure, a meno di un anno di distanza, mostrarono la stessa novità: per spostare una carrozza non servivano necessariamente i cavalli.
Una rivoluzione cominciata in Gran Bretagna
La strada era stata aperta oltremanica. Nel 1804, in Galles, la locomotiva di Richard Trevithick aveva trainato con successo un carico sui binari. Era una prima dimostrazione delle possibilità del vapore, non ancora un servizio ferroviario per viaggiatori.
Il passo successivo arrivò nel 1825: sulla Stockton-Darlington, in Inghilterra, viaggiò il primo treno passeggeri a vapore su una ferrovia pubblica. Di lì a pochi anni, anche Napoli e Milano avrebbero avuto le loro prime linee. Ma prima di vedere i treni in movimento servivano progetti, autorizzazioni e cantieri: due percorsi distinti, destinati a dare inizio alla storia ferroviaria italiana.
A Napoli il progetto arriva dalla Francia
A proporre la ferrovia fu l’ingegnere francese Armand Joseph Bayard de la Vingtrie. Il suo progetto non si fermava a Portici: prevedeva un collegamento da Napoli verso Nocera, con una diramazione per Castellammare. Il primo tratto era dunque parte di un programma più ampio, non una linea destinata a esaurirsi in pochi chilometri.
Ferdinando II di Borbone autorizzò la concessione con il decreto del 19 giugno 1836 e il 5 ottobre successivo controfirmò i documenti. Da quel momento si poteva passare dalle carte ai lavori.
Il percorso partiva dalla zona fra Porta Nolana e Porta del Carmine, lungo l’allora via dei Fossi, oggi corso Garibaldi, e seguiva la costa fino al Granatello di Portici. In tutto, circa sette chilometri e mezzo.
Il 3 ottobre 1839 si parte
Per l’inaugurazione si dovette attendere il 3 ottobre 1839. Alla presenza di Ferdinando II, la Napoli-Portici entrò nella storia come la prima ferrovia della Penisola. Le ricostruzioni delle Ferrovie dello Stato ricordano le locomotive Bayard e Vesuvio e una percorrenza di undici minuti.
Per quanto su una distanza breve quel viaggio dimostrava qualcosa di nuovo: una macchina poteva trainare carrozze e trasportare persone lungo un percorso prestabilito, senza ricorrere alla forza degli animali.
La novità non era più soltanto nei progetti degli ingegneri. Era davanti agli occhi di chi assisteva al passaggio del treno. E Portici, come previsto fin dall’inizio, non sarebbe rimasta il punto d’arrivo: la ferrovia sarebbe stata prolungata verso altre località del Regno.
Gli Asburgo autorizzano la Milano-Monza
Intanto, in Lombardia, prendeva forma un altro collegamento. L’imprenditore Giovanni Putzer ottenne il privilegio per costruire la Milano-Monza, progettata dall’ingegnere Giulio Sarti. Nel novembre 1839, poche settimane dopo l’inaugurazione napoletana, arrivò l’autorizzazione di Ferdinando I d’Austria.
Anche qui bisognava risolvere questioni molto concrete, a partire dalla posizione della stazione milanese. La città aveva ancora le mura e le autorità austriache non volevano aprire un nuovo passaggio che potesse indebolirne le difese.
La soluzione fu costruire il capolinea fuori Porta Nuova, vicino al ponte delle Gabelle. Il treno avrebbe raggiunto Milano, ma senza entrare nella città fortificata. Un particolare che racconta bene quel momento: arrivava un mezzo di trasporto nuovo, mentre restavano in piedi esigenze e abitudini del passato.
Il 17 agosto 1840 arriva il secondo debutto
La Milano-Monza misurava circa tredici chilometri. Fu inaugurata il 17 agosto 1840 e il giorno successivo aprì al servizio: era la prima ferrovia del Regno Lombardo-Veneto e la seconda italiana.
Dall’inaugurazione della Napoli-Portici erano trascorsi meno di undici mesi. Non c’era un piano nazionale a collegare le due iniziative: diversi erano i sovrani, i promotori e i progettisti. Comune era invece il risultato. A sud come a nord, il treno aveva smesso di essere una novità di cui sentir parlare dall’estero ed era diventato un mezzo sul quale salire. L’Italia unita sarebbe arrivata dopo.
Foto: Di Salvatore Fergola – https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500625534, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1661844