
Friuli Venezia Giulia, previsti oltre 10mila contratti di lavoro
Complessivamente saranno 26.410 nel trimestre ottobre-dicembre 2026
Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono di attivare 10.580 contratti di lavoro nel mese di ottobre e 26.410 nel trimestre ottobre-dicembre 2026. Le stime del sistema Excelsior di UnionCamere delineano una domanda in crescita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con i servizi a concentrare la maggior parte degli ingressi programmati. Accanto alle opportunità emerge però una difficoltà: per oltre la metà delle posizioni le aziende segnalano problemi nel reperire personale. I numeri descrivono le intenzioni delle imprese e non corrispondono, quindi, ad assunzioni già effettuate.
Una crescita superiore alla media del Nordest
I 10.580 contratti previsti a ottobre rappresentano un incremento del 5,8% rispetto allo stesso mese del 2025. La variazione regionale supera sia quella del Nordest, pari al 4,9%, sia quella nazionale, che si attesta al 3,7%.
Il confronto restituisce una domanda di lavoro regionale più dinamica rispetto ai due riferimenti territoriali. Allargando lo sguardo all’intero trimestre ottobre-dicembre, gli ingressi programmati dalle aziende del Friuli Venezia Giulia raggiungono quota 26.410. Si tratta, anche in questo caso, di previsioni che dovranno trovare riscontro nelle successive attivazioni contrattuali.
I servizi concentrano la maggioranza degli ingressi
Il contributo principale arriva dai servizi, ai quali sono riconducibili 6.780 ingressi programmati nel mese. La quota equivale al 64,1% del totale regionale, con una domanda concentrata soprattutto nelle attività del turismo, della ristorazione e del commercio.
Per l’industria sono invece previsti 3.140 ingressi. Il quadro mostra quindi il diverso peso dei comparti nella ricerca di personale: i servizi rappresentano la componente prevalente, mentre le attività industriali contribuiscono con una parte consistente delle posizioni programmate dalle imprese regionali.
Oltre metà delle posizioni è difficile da coprire
Alla crescita delle ricerche si accompagna il problema del reperimento dei lavoratori. Le aziende dichiarano difficoltà per il 55,1% delle posizioni previste: più di un ingresso su due presenta dunque ostacoli nella fase di ricerca del personale.
Il dato va distinto dal numero dei contratti programmati. Le intenzioni espresse dalle imprese misurano infatti il fabbisogno, mentre le difficoltà segnalate indicano quanto possa essere complesso arrivare alla copertura delle posizioni. L’aumento della domanda non permette quindi, da solo, di considerare già raggiunti i livelli occupazionali prospettati.
Prevalgono i contratti con durata prestabilita
Un altro elemento riguarda le caratteristiche dei rapporti di lavoro: il 79,7% degli ingressi programmati prevede contratti con una durata prestabilita. La maggior parte delle opportunità indicate dalle aziende non coincide, pertanto, con un inserimento a tempo indeterminato.
La lettura dei dati richiede di tenere insieme questi aspetti: la crescita delle richieste, il peso dei servizi, le difficoltà di reperimento e la durata dei contratti. È dall’incrocio di questi elementi che emerge il quadro della domanda di lavoro regionale per ottobre.