Borse in affanno, Milano limita le perdite nel pomeriggio: pesano tecnologia e caro energia
Dopo un inizio negativo Piazza Affari, nel pomeriggio, riduce il passivo
La giornata finanziaria di martedì 20 ottobre si sviluppa nel segno della prudenza, tra nuove vendite sui titoli tecnologici, debolezza delle banche e rincari dell’energia. Piazza Affari, dopo essere arrivata a perdere oltre un punto percentuale a metà seduta, riduce il passivo: nell’aggiornamento delle 16 il Ftse Mib segna un calo dello 0,37% a 48.902,45 punti. Un recupero parziale, che non cancella le difficoltà emerse durante gli scambi. Il bilancio resta provvisorio, con i mercati ancora aperti.
Milano recupera dai minimi di giornata
L’avvio della Borsa italiana era stato già debole, con l’indice principale in flessione dello 0,33% a 48.926 punti. Le vendite hanno poi preso forza, portando il ribasso all’1,08% a metà giornata, prima del ridimensionamento delle perdite nel pomeriggio. Nella rilevazione di metà seduta anche Parigi e Francoforte risultavano negative, rispettivamente dello 0,95% e dello 0,87%.
A condizionare gli scambi sono soprattutto l’aumento dei prezzi energetici, le incertezze sul settore dell’intelligenza artificiale e le tensioni sul mercato obbligazionario europeo. Sullo sfondo rimane anche la situazione politica e sociale francese, seguita dagli operatori per le possibili ricadute sui conti pubblici e sulla fiducia nell’Eurozona.
Tecnologia e banche sotto pressione
A Piazza Affari le maggiori difficoltà si concentrano sui titoli tecnologici e sulle banche. A metà seduta Prysmian perdeva il 4,15% e STMicroelectronics il 3,26%. Nel comparto del credito Banco Bpm arretrava del 2,8%, UniCredit del 2,13% e Bper del 2,07%, mentre le operazioni di consolidamento continuavano a richiamare l’attenzione del mercato.ilsole24ore
In controtendenza si muovevano Eni ed Enel, in rialzo rispettivamente dell’1,38% e dell’1,18% nella stessa rilevazione. Il listino mostrava così un andamento molto differenziato, con energetici e utility capaci di resistere alle vendite che penalizzavano altri comparti.
Petrolio e gas alimentano il nervosismo
Il fronte energetico resta centrale. A metà giornata il Brent raggiungeva 111,42 dollari al barile, in crescita dell’1,75%, mentre il Wti saliva del 2,06% a 100,55 dollari. In aumento anche il gas ad Amsterdam, a 89,34 euro per megawattora, con un progresso dell’1,47%. Sul mercato valutario l’euro veniva scambiato a 1,1208 dollari.
I rincari del greggio si inseriscono in un quadro di tensioni geopolitiche in Medio Oriente e nell’area del Golfo Persico. In apertura, intanto, il rendimento del Btp decennale si collocava intorno al 4,57%, mentre lo spread Italia-Germania risultava vicino a 110 punti base.
Wall Street guarda alle trimestrali
Negli Stati Uniti l’apertura di Wall Street è stata negativa, con i titoli legati all’intelligenza artificiale sotto pressione e il petrolio in rialzo. L’attenzione degli investitori resta rivolta ai risultati societari: nell’agenda della giornata figurano Netflix, General Electric, General Motors e 3M. Le trimestrali rappresentano quindi un altro passaggio seguito dai mercati, in una seduta già condizionata dalle oscillazioni dell’energia e dalla debolezza del comparto tecnologico.
Foto by Gerd Altmann from Pixabay