Fondo di garanzia per le Pmi, il Nord chiede al Governo di non fermarlo dopo il 2026
Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria hanno inviato una missiva ufficiale al ministro Giorgetti
Mancano poco più di due mesi alla scadenza e le Regioni del Nord muovono i primi passi ufficiali per tutelare il tessuto imprenditoriale locale. L’obiettivo è chiaro: evitare che le piccole e medie imprese perdano la garanzia pubblica sui finanziamenti.
Con una lettera ufficiale indirizzata a Giancarlo Giorgetti (Ministro dell’Economia e delle Finanze) e ad Adolfo Urso (Ministro delle Imprese e del Made in Italy), Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria hanno chiesto formalmente di prolungare l’operatività del Fondo di garanzia PMI oltre il 31 dicembre 2026.
Una richiesta firmata da cinque assessori regionali
La missiva punta a una continuità immediata dello strumento dal primo gennaio 2027, senza alcuna pausa operativa. Il documento porta la firma dei responsabili regionali dello Sviluppo economico:
- Guido Guidesi per la Lombardia
- Andrea Tronzano per il Piemonte
- Massimo Bitonci per il Veneto
- Vincenzo Colla (Vicepresidente) per l’Emilia-Romagna
- Alessio Piana per la Liguria
Per centrare l’obiettivo, gli assessori sollecitano una decisione rapida da parte dell’esecutivo, chiedendo di inserire il rinvio nel primo provvedimento normativo disponibile.
Il ruolo del Distretto manifatturiero del Nord e dell’ABI
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del Distretto manifatturiero del Nord e fa seguito all’incontro del 23 ottobre a Milano con i rappresentanti dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). In quell’occasione, l’accesso al credito è stato confermato come priorità assoluta per la competitività del sistema produttivo.
Le Regioni firmatarie rappresentano il vero motore economico del Paese: da questi territori si concentra la maggior parte della produzione industriale nazionale, oltre la metà dell’export complessivo e una quota rilevante degli investimenti privati in ricerca, sviluppo e innovazione.
Perché la proroga del Fondo di garanzia PMI è fondamentale
Secondo i firmatari, l’attuale impianto normativo è stato decisivo per mantenere aperti i canali del credito e sostenere gli investimenti aziendali in settori strategici quali:
- Innovazione tecnologica e crescita dimensionale
- Transizione digitale ed energetica
- Rafforzamento delle filiere produttive
- Internazionalizzazione e competitività sui mercati esteri
Esiste inoltre un problema cruciale legato alla programmazione finanziaria. Banche, confidi e imprese necessitano di un quadro normativo stabile e prevedibile per strutturare piani industriali di medio e lungo periodo. Senza certezze sul futuro della garanzia pubblica, la pianificazione dei finanziamenti oltre la fine dell’anno rischia di subire un brusco rallentamento.
Un segnale di fiducia atteso dal sistema produttivo
Nella parte conclusiva della lettera, i rappresentanti regionali definiscono la conferma tempestiva del Fondo come un passo necessario per iniettare fiducia nel sistema produttivo italiano. La palla passa ora ai ministeri competenti, che dovranno definire le modalità e i tempi per garantire la continuità dello strumento creditizio.