Uranio a Piateda, il progetto in Val Vedello: ricerche e nodi ambientali
La nomina dell”ex-direttore della CIA Mike Pompeo a presidente non esecutivo dell’azienda interessata ai giacimenti valtellinesi conferma l’importanza del progetto di ricerca del combustibile nucleare
La ricerca di uranio in Val Vedello, nel territorio di Piateda, si lega anche al nome di Mike Pompeo. L’ex segretario di Stato americano ed ex direttore della CIA è presidente non esecutivo di Reveille Resources, la società britannica interessata a esplorare i giacimenti lombardi di Val Vedello e Novazza. Il progetto valtellinese riguarda nuove indagini sul deposito già studiato in passato: non un’autorizzazione all’estrazione dell’uranio.
Il ruolo di Mike Pompeo nella società
Pompeo ha assunto la presidenza non esecutiva di Reveille Resources il 14 ottobre 2026, dopo l’annuncio della nomina avvenuto il 6 ottobre. Il suo mandato iniziale è di tre anni e prevede un ruolo di indirizzo strategico del consiglio di amministrazione.
Secondo quanto comunicato dalla società, l’incarico comprende il posizionamento sui temi della sicurezza energetica, delle materie prime critiche e delle filiere del combustibile nucleare. Pompeo dovrà inoltre sostenere i rapporti con le istituzioni italiane, gli investitori statunitensi e i potenziali partner strategici. Il suo coinvolgimento colloca dunque il progetto anche nel confronto internazionale sull’approvvigionamento delle risorse energetiche, senza modificare la necessità delle autorizzazioni previste per le attività sul territorio.
Che cosa prevede il progetto
La richiesta fa capo a Futuro Energetico Italiano, controllata dalla britannica Reveille Resources. Il piano comprende il recupero delle vecchie gallerie e una campagna di sondaggi sotterranei: sono previsti 150 carotaggi nell’arco di tre anni.
Tra gli interventi figura anche la sistemazione della strada di servizio per raggiungere il sito. È uno degli aspetti più delicati del progetto, perché interessa un ambiente montano nel quale le infrastrutture delle precedenti esplorazioni risultano deteriorate. Le attività proposte devono quindi essere valutate anche per le opere necessarie a renderle possibili, non soltanto per i sondaggi.zione
Nel confronto tecnico emergono le condizioni geologiche del tratto finale della strada, lungo circa 3,8 chilometri, e il valore naturalistico dell’area. Anche le vecchie gallerie hanno assunto nel tempo una funzione ambientale, ospitando pipistrelli.
Il Parco delle Orobie valtellinesi, gestore dei siti Natura 2000 interessati, ha chiesto integrazioni prima di formulare un giudizio sostanziale. Le carenze segnalate riguardano la descrizione delle componenti naturalistiche e alcuni aspetti progettuali e operativi. Secondo l’ente, le informazioni disponibili non consentono ancora di escludere con sufficiente certezza scientifica conseguenze negative sui siti tutelati.
Le osservazioni e i prossimi passaggi
Il Comune di Piateda lavora all’esame della documentazione con il coinvolgimento della Comunità montana di Sondrio e il supporto tecnico del Politecnico di Torino. Il gruppo consiliare di minoranza SiAmo Piateda ha invece depositato 34 osservazioni, chiedendo il rigetto dell’istanza oppure la sospensione del procedimento in attesa degli approfondimenti richiesti.
Le preoccupazioni espresse sul territorio riguardano anche acqua e salute. Restano questioni da affrontare attraverso verifiche e valutazioni tecniche, senza confondere timori, ipotesi e accertamenti. Il passaggio attuale riguarda la compatibilità ambientale delle ricerche: un eventuale sfruttamento commerciale del giacimento sarebbe una fase distinta, che non risulta autorizzata dalla procedura in corso.
Foto: Nuclear Regulatory Commission from US, Public domain, via Wikimedia Commons