Le sculture di Maria Cristina Carlini alla Camera per SustART
Il 4 marzo 2026 presso la Camera dei Deputati a Roma, nella Sala del Refettorio di Palazzo del Seminario, il forum internazionale dedicato alla sostenibilità dell’arte e della cultura
Grande successo per SustART 2026, il forum internazionale dedicato alla sostenibilità dell’arte e della cultura tenutosi il 4 marzo 2026 presso la Camera dei Deputati a Roma, nella Sala del Refettorio di Palazzo del Seminario. L’evento, giunto alla terza edizione sotto la direzione artistica e scientifica di Marco Eugenio Di Giandomenico, ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo delle imprese, dell’accademia e protagonisti del sistema dell’arte per discutere il ruolo della promozione culturale come leva di valorizzazione territoriale e sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e il programma Culture 2030 Indicators dell’UNESCO. Un pubblico entusiasta ha accolto le opere della scultrice milanese Maria Cristina Carlini, selezionata per l’edizione 2026 come artista contemporanea protagonista.
Tre opere emblematiche tra materia e memoria
Al forum sono state esposte tre opere emblematiche della ricerca artistica di Carlini, il cui lavoro è da decenni incentrato sul rapporto tra materia, natura e trasformazione: “Verso l’Infinito” (2010) in acciaio corten, “Scala in bronzo” (2008) e la più eterea “Scala in grès e ferro” (2016). Il tema della scala assume una forte dimensione simbolica nel lavoro dell’artista, collegando passato e presente con un’architettura visionaria in cui i gradini si riducono progressivamente verso una meta sconosciuta, diventando una strada verso il futuro e una tensione verso l’ignoto. La riflessione sulla memoria dei materiali è centrale nella poetica di Carlini, che utilizza elementi di recupero come legno, erba, carta e metalli, restituendoli a nuova vita attraverso il gesto artistico.
Un’artista sostenibile in dialogo con il paesaggio
Come ha sottolineato il curatore Marco Eugenio Di Giandomenico, un’opera d’arte deve creare una “consonanza di voci” tra sé e lo scenario paesaggistico in cui si inserisce, dialogando con i suoni ancestrali del paesaggio e con gli altri monumenti del territorio. Questo approccio rende il lavoro di Carlini coerente con i temi di SustART, dedicato al rapporto tra cultura, responsabilità sociale e sviluppo sostenibile. Le sculture di Maria Cristina Carlini sono presenti in collezioni pubbliche e private e in installazioni permanenti in Italia e all’estero, nei tre continenti: Europa, America e Asia. Nel gennaio 2025 la scultrice ha aperto ufficialmente al pubblico la Fondazione Maria Cristina Carlini ETS, con l’obiettivo di custodire il vasto patrimonio artistico realizzato in oltre cinquant’anni di attività. Durante l’evento è stato annunciato che l’artista sarà protagonista di una mostra personale a Palazzo Reale di Milano nell’estate 2026.