Scultura contemporanea: cinque artisti alla Paula Seegy Gallery
Fino al 19 marzo la mostra collettiva “Cinque artisti per cinque materiali: Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki“
Fino al 19 marzo 2026, la Paula Seegy Gallery di Milano ospita la mostra collettiva “Cinque artisti per cinque materiali: Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki“, a cura di Luigi Sansone. Un percorso espositivo denso e coeso, in cui la scultura contemporanea riafferma il proprio ruolo di spazio di ricerca, conoscenza e visione.
Legno, rame, ferro, acciaio e vetro: la materia come linguaggio in mostra alla Paula Seegy Gallery
Al centro della mostra c’è la materia nella sua accezione più profonda. Legno, rame, ferro, acciaio e vetro diventano mezzi di esplorazione e conoscenza, attraversati dalla memoria e carichi di energia. Ogni artista porta avanti una ricerca solida e personale, trasformando il materiale in un veicolo di senso e visione.
Gabriella Benedini: il legno come memoria e rinascita
Gabriella Benedini lavora il legno come materia archetipica, portatrice di tempo e trasformazione. I materiali di recupero, spesso provenienti da fasciami di barche, conservano tracce di una vita precedente che l’artista non cancella ma trasforma. Nelle sculture Vele (2024–2025), la materia vissuta si apre a una dimensione simbolica e spirituale, metafora di un viaggio interiore.
Pietro Coletta: il rame come energia alchemica
Pietro Coletta sceglie il rame per il suo potente valore simbolico e alchemico. Attraverso bruciature, ossidazioni e accostamenti con legno, ferro e vetro, l’artista indaga il rapporto tra luce e ombra, reale e virtuale, materia e trascendenza. Le sue opere si configurano come portali simbolici, luoghi di passaggio tra il visibile e l’invisibile.
Salvatore Cuschera: il ferro tra forza e leggerezza
Salvatore Cuschera utilizza il ferro per creare forme tese, dinamiche, in equilibrio precario. La sua profonda conoscenza delle tecniche di forgiatura gli consente di trasformare un materiale pesante e resistente in strutture che sembrano sfidare la gravità, cariche di valenze simboliche legate alla nascita, al viaggio e alla spiritualità.
Riccardo De Marchi: il foro come linguaggio
La ricerca di Riccardo De Marchi si fonda su un gesto tanto elementare quanto radicale: il foro. Da oltre quarant’anni l’artista incide, perfora e modula superfici di acciaio, costruendo un linguaggio personale basato su punto, linea e piano. I suoi “buchi” non sono assenze, ma aperture verso uno spazio altro, inviti a guardare oltre la superficie per cogliere l’ordine nascosto della realtà.
Izumi Ōki: il vetro come luce e spiritualità
Con Izumi Ōki la materia si fa luce. Le sculture in vetro amplificano lo spazio e dialogano con l’architettura attraverso trasparenze, rifrazioni e ritmi luminosi. Opere come Pensiero danzante o Torre cattedrale trasformano il vetro in un medium poetico capace di unire leggerezza, energia e armonia, evocando una visione cosmica in cui caos e ordine trovano equilibrio.
Un filo rosso che parte dalle avanguardie storiche
Il progetto espositivo si inserisce in una linea di continuità con le grandi sperimentazioni delle avanguardie del Novecento, in particolare con il Futurismo, primo movimento a concepire l’arte come intervento totale sull’esistenza. Dai “complessi plastici” di Balla e Depero alle riflessioni di Boccioni sulla materia, la scultura diventa veicolo di dinamismo, energia e visione.
Info e coordinate della mostra
La mostra è visitabile fino al 19 marzo 2026 presso la Paula Seegy Gallery, via San Maurilio 14, Milano, da martedì a sabato ore 12–19. Ingresso libero. Nel contesto di Milano MuseoCity, la galleria presenta anche un’opera di Giacomo Benevelli in marmo di Carrara, in collaborazione con il relativo Archivio.
Foto in apertura: Salvatore Cuschera, Onde di colori su Seven Sisters, 2025, ferro forgiato e lamiera, tecnica mista, 49,6 x 42,1 x 12,7 cm, ©Luigi Andreoletti