Bosch, 2025 in salita ma la rotta per il 2030 è tracciata
L’azienda ha avviato un processo di riorganizzazione mirato a restare solida dal punto di vista economico, finanziariamente indipendente e in grado di sostenere investimenti strategici anche in un contesto sfavorevole
Il 2025 è stato un anno complesso per Bosch, con un fatturato stabile a 91 miliardi di euro e un margine operativo EBIT sceso intorno al 2%, sotto le attese del gruppo. In un contesto economico debole e caratterizzato da dazi crescenti e mercati in rallentamento, il fornitore globale di tecnologie e servizi conferma però la propria strategia di crescita di lungo periodo e rinvia al 2027 il raggiungimento dell’obiettivo di margine del 7%.
Bosch: margini sotto pressione e riorganizzazione globale
Secondo i dati preliminari, il giro d’affari 2025 è leggermente superiore ai 90,3 miliardi di euro del 2024, ma la redditività operativa si è ridotta rispetto al margine del 3,5% registrato l’anno precedente. Il calo dei margini è legato a volumi di vendita più contenuti, aziende penalizzate da dazi più elevati e a robusti accantonamenti per adeguamenti strutturali e interventi sul personale. L’azienda ha avviato un processo di riorganizzazione mirato a restare solida dal punto di vista economico, finanziariamente indipendente e in grado di sostenere investimenti strategici anche in un contesto sfavorevole.
Competitività e taglio dei costi nella Mobility
La strategia di Bosch punta a una crescita annua del fatturato tra il 6 e l’8%, con un margine almeno del 7%, ma il percorso passa da una forte azione sulla struttura dei costi. La trasformazione verso l’elettromobilità e la pressione competitiva nell’industria automotive mondiale stanno generando nella sola divisione Mobility un divario annuo di circa 2,5 miliardi di euro rispetto all’obiettivo di margine. Per colmare questo gap, il gruppo ha annunciato una riduzione di circa 13.000 posti di lavoro a livello globale, da attuare in dialogo con le rappresentanze dei lavoratori e con strumenti considerati socialmente responsabili.
Strategia 2030: software, HVAC e intelligenza artificiale
Nonostante il quadro congiunturale difficile, Bosch individua importanti leve di crescita nella mobilità basata sul software, nelle soluzioni HVAC e nell’intelligenza artificiale applicata ai propri prodotti. Nel 2025 il gruppo ha raccolto ordini per soluzioni di guida autonoma, sensori e computer centrali per un valore complessivo di 10 miliardi di euro, mentre Bosch Home Comfort punta quasi a raddoppiare il fatturato a 8 miliardi di euro nel medio termine grazie all’integrazione di nuove attività nel riscaldamento e nella climatizzazione. Entro il 2027 l’azienda investirà 2,5 miliardi di euro nell’AI, già utilizzata per aumentare la produttività e accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti in tutte le divisioni, dai power tools ai sistemi per l’auto connessa.
Europa tra scetticismo tecnologico e necessità di crescita
Sul fronte geografico, Bosch segnala un’Europa più debole rispetto alle Americhe e all’Asia Pacifico e richiama il rischio legato allo scetticismo verso il progresso tecnologico in alcuni grandi Paesi Ue. Secondo il Bosch Tech Compass, meno di due terzi dei cittadini tedeschi attribuiscono un impatto positivo alle nuove tecnologie, con percentuali ancora inferiori in Francia, un segnale che il management definisce allarmante per la competitività futura del continente. Da qui l’appello a politica, imprese e società civile perché adottino un approccio più deciso su innovazione, idrogeno e intelligenza artificiale, accompagnato da regole europee sui contenuti locali per ristabilire condizioni di concorrenza più eque sui mercati globali.