AssoParchi sostiene la visione industriale del turismo italiano
La capacità di unire progettualità, formazione, efficienza e sistema con creatività, artigianalità e genio imprenditoriale determinante per lo sviluppo del settore
AssoParchi esprime pieno sostegno alla posizione emersa durante il Forum Internazionale del Turismo, dove il ministro Daniela Santanchè e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini hanno ribadito la necessità di riconoscere il turismo come una vera industria. Per l’associazione che rappresenta parchi tematici, acquatici, faunistici e attrazioni esperienziali, si tratta di un passaggio culturale decisivo per affrontare le sfide di un settore che genera valore, occupazione e innovazione.
Pareschi: “Esiste un modo tutto italiano di fare industria”
Il presidente di AssoParchi, Luciano Pareschi, accoglie con favore il cambio di prospettiva e richiama l’attenzione su un punto spesso trascurato nel dibattito. “Una scelta che chiama in causa il modello di sviluppo del settore e la sua capacità di affrontare in modo maturo le sfide della competitività, della sicurezza e della sostenibilità”, afferma Pareschi. Pur riconoscendo il valore delle osservazioni di chi difende la natura relazionale del turismo, Pareschi sottolinea che “esiste un modo tutto italiano di fare industria, ed è proprio questo modello, fondato sulla capacità di unire progettualità, formazione, efficienza e sistema con creatività, artigianalità e genio imprenditoriale, ad aver reso il Made in Italy un brand riconosciuto in tutto il mondo”.
Il turismo come industria già esiste
Secondo AssoParchi, parlare di industria non significa snaturare l’esperienza turistica, ma riconoscere che molti comparti operano già con logiche industriali: parchi a tema, centri termali, comprensori sciistici, grandi eventi e concerti. Realtà che gestiscono flussi imponenti, investono in tecnologia, formano personale qualificato e applicano standard elevati di sicurezza e accessibilità. Elementi che non generano omologazione, ma garantiscono qualità e affidabilità.
Una leva strategica anche per le piccole imprese
L’approccio industriale, osserva AssoParchi, può diventare un vantaggio competitivo anche per hotel, ristoranti, bar e stabilimenti balneari. Leggere i dati, progettare l’offerta, definire una strategia operativa e individuare la propria Unique Selling Proposition permetterebbe a molte realtà di fare sistema senza perdere identità.
“Industria” non significa standardizzare l’esperienza
Pareschi chiarisce un punto spesso frainteso: “Quando parliamo di industria non parliamo di industrializzazione dell’esperienza o di standardizzazione dell’offerta, ma di un approccio basato su visione, sistema, investimenti, filiera, responsabilità e formazione”. I parchi, ricorda, sono “industrie creative” che progettano, innovano e gestiscono la sicurezza di milioni di visitatori, dimostrando che organizzazione e creatività possono rafforzarsi reciprocamente.
Formazione e sicurezza come priorità non rinviabili
La tragedia di Crans Montana, sottolinea l’associazione, evidenzia quanto l’assenza di formazione strutturata e procedure codificate possa avere conseguenze gravissime. È qui che il concetto di industria assume il suo significato più concreto: investire seriamente in sicurezza, competenze e processi, coinvolgendo anche lo Stato in un cambio di prospettiva.
Un turismo industriale con personalità
Per AssoParchi, la vera sfida è costruire un turismo con logica industriale ma capace di preservare autenticità e qualità. Un modello che contrasti l’overtourism, favorisca delocalizzazione e destagionalizzazione dei flussi e trasformi l’approccio industriale in un’opportunità di crescita per l’intero Paese.