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Patrizio Sala e Fiorenzo Dosso: “l’acqua dello scudetto” (del Torino – 1975/1976) raccontata al Carrobiolo di Monza

Sabato 15 novembre presentato il libro “Patrizio Sala: l’acqua dello scudetto” che l’ex campione granata, cresciuto nel Monza, ha scritto con il “cantore” della gesta biancorosse

Una serata così mancava da tempo a Monza. Una serata dal profumo di sport, di passione a tinte biancorosse ma anche granata; un evento unico e irripetibile come solo Fiorenzo Dosso, scrittore e narratore delle gesta del Monza dalle origini ai giorni nostri, è in grado di regalare. Al centro dell’appuntamento, ospitato nell’accogliente sala della Biblioteca del Carrobiolo sabato 15 novembre nel tardo pomeriggio, la presentazione dell’ultimo libro dell’autore: Patrizio Sala: l’acqua dello scudetto, terza opera dopo Quando sognavamo la Serie A (2023) e Amarcord, il mio Monza (2024).

Sala gremita per Dosso e Sala

A fare gli onori di casa il giornalista Paolo Corbetta, affiancato dagli stessi Fiorenzo Dosso e Patrizio Sala. In platea, tanti amici, giornalisti monzesi ed ex calciatori che hanno scritto pagine importanti della storia biancorossa: dal vulcanico Romano Cazzaniga, compagno di Sala nel Torino tricolore del 1975/76, a Roberto “Dustin” Antonelli, fino a Franco “Jimmy” Fontana, ex giocatore e allenatore del Monza.

Patrizio Sala e Fiorenzo Dosso

Dalla “Sensibilina” all’acqua che diventa vino

Dopo il ricordo commosso di Guido Vivarelli, scomparso poche ore prima, la presentazione è entrata nel vivo con i racconti di Patrizio Sala. Dal rapporto con il grande allenatore Gigi Radice – “Gli devo tutto, semplicemente ed onestamente tutto, mi ha portato al Torino dalla Serie C e lanciato subito in Serie A” – agli aneddoti che hanno strappato sorrisi e applausi.

Sala ha ricordato il curioso episodio della “Sensibilina”: “Avevo il piede un po’ ruvido… il massaggiatore mi disse che aveva un farmaco che mi avrebbe dato più sensibilità e mi fece un’iniezione. Io ci credetti, salvo poi scoprire che… era solo acqua”.

E poi la frase che ha dato il titolo al libro: “Io ero un mediano di spinta, portavo acqua agli attaccanti… anzi possiamo dire che io portavo l’acqua, Claudio Sala la trasformava in vino e Ciccio Graziani… se lo beveva!”.

Voci e ricordi di un calcio più vero

Non sono mancati altri aneddoti raccontati con verve e simpatia da Cazzaniga, Antonelli e Fontana, che hanno riportato alla luce un calcio più passionale e diretto, fatto di bar, oratori e rapporti autentici con i tifosi. Un calcio che, come ha sottolineato Antonelli, “era un po’ più vero”.

A rendere ancora più speciale la serata, la telefonata in diretta con il portiere Luciano Castellini – vi ricordate il mitico “Giaguaro”? -, impossibilitato a partecipare di persona ma protagonista di ricordi e battute che hanno portato ancora più allegria in sala.

Firma copie e rinfresco

La presentazione si è chiusa con un firmacopie e un rinfresco, occasione per incontrare l’autore e condividere ancora una volta la passione per il calcio e per la memoria biancorossa. Un finale conviviale per una serata che ha riportato a Monza il sapore del calcio di un tempo e della narrazione più autentica: quella che solo Fiorenzo ci sa regalare.